giovedì 1 marzo 2012
Presenze votive nuragiche
venerdì 7 ottobre 2011
Alghero 17 maggio 1943 - Fotografie di Arturo Usai
Le immagini sono collegate al post n° 29 del blog:
http://blog.libero.it/nonbasta
17 maggio 1943
Erano tutti lì a "Su Paradisu"
sgomenti, terrorizzati!
Il lugubre rombo dei bombardieri,
i boati, il fumo denso degli incendi
portavano sulle alture di Villanova
il tanfo della guerra.
"Alghero brucia! Ecco le fiamme!"
Alghero muore
fra tuoni e schegge arrugginite,
Alghero muore, dissanguata di sole,
dolorosa scogliera,
Alghero muore in quest'anno carico di terrore.
E noi piccoli e incoscienti,
fra il riso e il pianto,
a lume di candela continuavamo i giochi
nel retrobottega del ciabattino,
fra le botti piene,
con l'odore del mosto e delle pelli.
Ricordi mamma?
Hai visto cadere le bombe sulle tue torri!
Più tardi
siamo scesi negli stretti vicoli
chiusi da cumuli di macerie annerite
coperte dal silenzio.
E abbiamo cercato i ricordi
fra le canne putride dei solai crollati,
là, fra corpi tumefatti e mani impietrite
che aggrappavano disperate la vita.
Poi vennero le notti ingiallite
e nere menzogne calarono dai balconi di Piazza Civica:
"Non ci sarà più guerra" Hanno detto!
Ma l'odioso lavoro, negli opifici della morte continua.
Ecco i fucili! Ecco le bombe!
Ecco il lucido piombo che corrode le carni
e precipita nel nulla gli affetti e le speranze.
Come potete accettare, uomini, di coltivare il seme dell'orrore?
Lasciate che questi neri strumenti
arrugginiscano ingrippati, in disparte,
via, lontano dalla vita!
Ancora ieri, nel nostro soggiorno,
scorrevano le immagini di Beirut martoriata
e gli Afgani e gli Iraniani uccisi
ed i Cileni torturati
e il valzer della guerra, sguaiato, sgraziato, orrendo,
suonava nei timpani campane a morto.
Ora non più!
Ora io voglio portare i bambini nei prati
per correre e gridare e riempirsi di verde e di sole.
E voglio vedere sinuose e lucide forme di fanciulle
stese sulla bianca sabbia del lido
abbandonate al sole, velate di bruno,
sulle rive di un mare trasparente e tiepido.
Voglio costruire fortini d'amore
ed innalzare muraglie di pace.
Voglio andare fra le stelle,
con veloci astronavi, incontro alla luce.
UNA CANZO' PE' LA PAU
L'Alghè
s'anzen
mira las framaras
L'Alghè mori
Asvanara de
sol
Aspragia dururosa
L'Alghè mori
Ama 'l cor unfrat
de por
Son
passaz coma colbus
Lus aereoplans tigniz de negra
gitant
bombas arreu
damunt de 'cheglias casas probas
I
musaltrus criaturas
giugavan a glium de candera
ne la
butiga del sabatè
tra le botti del vino
Ta racoldas o
ma'
tu has vist cara las bombas
damunt de las torras.
Mès
talt sem dabasciaz
nels carrarols tancaz
de las parez
calguras
i havem salcat lus racols
tra la boviras
dasfetas.
Ara no mès
Ara io vul pultà
an campagna
las criaturas
pe' sa umprì de velt
I vul vera beglias
mignonas
culgaras en la rena
a custat de una mar
trasparenta
Vul fabricà fultins de amor
i muraglias
de pau
vul anà a mig de las astreglias
RICORDI DEL BOMBARDAMENTO
Il palazzo di Piazza Civica dove abitavano i miei genitori. La piazza non fu colpita dalle bombe che non risparmiarono neppure la vicina cattedrale.
Michelino Chessa nei "Racconti Algheresi" vol. 2° a pag 72 di fa conoscere un altro aspetto dello sfollamento. Egli dice:
"Durante l'ultima guerra gli algheresi sfollarono nelle campagne per sfuggire ai bombardamenti, molti furono colpiti dalle febbri malariche e furono assistiti con sacrificio dal dott. Ballero, dal dott. Costantino e dal dott. Silanos."
Aggiungo qui un dato biografico che mi riguarda. La famiglia di mia madre aveva un mulino ad acqua a Logulentu sulla strada Sassari - Porto Torres in una zona non distante dall'abitazione e laboratorio della famiglia dello scultore Usai, padre di Arturo Usai. Tra le due famiglie si erano stabiliti dei rapporti amichevoli e quando mio nonno è morto Ettore Usai (figlio dello scultore) ne ha fatto il ritratto da una foto. Il ritratto è firmato e porta la data 2 /9/1923.
Il ritratto di mio nonno Francesco Gaspa, con la firma di Ettore Usai.
Noi eravamo convinti che si trattasse di una foto ma guardando bene si vede che è un disegno. Data e firma sono in basso a destra.
giovedì 8 settembre 2011
Musica di "Nostra Senyora de Vallvert"
http/blog.libero.it/nonbasta/
Musica della canzone "La tarongia sanguinosa"
Vedi l'articolo "Alghero: la sua musica" IV diFranco Ceravola Rosella pubblicato nel post n° 20 del blog
http://blog.libero.it/nonbasta/
Scala melodica sarda tradizionale
http://blog.libero.it/nonbasta/
Per la cupola di San Michele di Alghero:
http://it-it.facebook.com/pages/DDD-Digital-Dimension-Design/157348294326103





















